A Shanghai, nel quartiere più alla moda di tutta la città, vale a dire Xin Tian Di 新天地, area dell’ex delegazione coloniale francese, si trova il Museo del Primo Congresso del Partito Comunista Cinese, situato simbolicamente nello stesso edificio in cui si è tenuto il congresso ed è stato fondato il Partito.

Oltre ad essere meta per nostalgici comunisti, cinesi interessati alla loro storia fondativa, può esser un luogo decisamente interessante se abbinato ad un altra visita nello stesso giorno a Shanghai, vale a dire la Shanghai Tower, secondo edificio più alto al mondo.

 

Perché questo strano abbinamento? Perché passare da un memoriale storico politico ad uno prettamente turistico nel senso stretto della parola? Personalmente ho scelto di abbinare questi due luoghi anche geograficamente vicini (i due luoghi sono divisi da meno di mezz’ora di macchina) perché in maniera plastica mi hanno fatto comprendere il grande balzo compiuto dalla Cina in poco meno di 75 anni, mi hanno fatto capire come il mondo possa essere cambiato anche da pochissimi uomini se sono spinti da idee, ideali forti e precisi.

Al termine del tour del piccolo museo è possibile vedere il tavolino che ha ospitato il primo congresso, all’interno di una piccolissima stanza dell’edificio. Dodici uomini ricercati dalla polizia come membri di un’organizzazione sovversiva, in un paese dominato da un governo fantoccio nelle mani delle potenze straniere, ad un passo dall’essere fagocitato e completamente conquistato, si mettono in testa di liberare la Cina e costruire un grande Paese.

La storia gli ha dato ragione. Visitare in sequenza nel giro di un pomeriggio questi due luoghi può mettere a tacere la più scettica delle coscienze occidentecentriche o un Federico Rampini qualunque.

INGRESSO

Il tour inizia, ovviamente, con il bandierone rosso con Falce e Martello, subito dopo il basso rilievo con i delegati del primo congresso. Tra loro figura, ovviamente, un Maozedong ventottenne: al momento non è ancora il leader del Partito ma un giovane promettente giunto nel Partito grazie all’influenza di Li Dazhao - direttore della biblioteca universitaria in cui Mao inizia a prestare servzio una volta giunto a Pechino dalla sua Changsha – e del giornalista Chen Duxiu, probabilmente il principale artefice della diffusione del Marxismo in Cina.

LA GUERRA DELL’OPPIO E LA LIBERAZIONE DAL DOMINIO COLONIALE DEI PAESI IMPERIALISTI STRANIERI

Poi il museo fa un passo indietro. La storia della Cina moderna e del Partito Comunista Cinese si basano sulla fondamentale lotta di liberazione dalla colonizzazione imperialista straniera. Quindi, non si può che partire dalla Guerra dell’Oppio. In una illustrazione d’epoca gli invasori stranieri vengono rappresentati ognuno con una animale. L’aquila per gli Stati Uniti, una rana per la Francia, l’orso simboleggia la Russia, ognuno posizionato in quella parte della Cina che hanno invaso e volevano mantenere nelle loro mani.

Nell'altra illustrazione si vedono Lin Zewu e Wei Yuan, coloro che cominciano a porre le baseiper la teorie della liberazione: imparare dagli invasori stranieri, avanzare nello sviluppo tecnologico da loro per respingerli. Più avanti Mao avrebbe perfezionato questo pensiero “Studiare l’avversario borghese sul piano tattico, disprezzarlo su quello strategico”.

LA DIFFUSIONE DEL MARXISMO – IL RUOLO DI CHEN DU XIU

In questa area del museo viene dato spazio alla figura di Chen Du Xiu, centrale nella diffusione del Marxismo in Cina, un quadro di Lenin che arringa la folla russa simboleggia anche la fondamentale influenza che la Rivoluzione di Ottobre ha avuto nella formazione delle idee che hanno portato al nascere in Cina di un sentimento insieme anticoloniale e rivoluzionario. Si possono vedere anche le prime copie dle Manifesto del Partito Comunista tradotto in cinese. Interessante la mappa con la suddivisione delle aree di Shanghai. Un'area di controllo cinese, una americana ed una francese.

ASCESA DI MAO AI VERTICI DEL PARTITO E DELLA CINA

Non poteva mancare un'area dedicata a Mao e alla sua storia. In questo museo non si approfondisce molto sulla sua figura, essendo ampiamente indagata, ricordata e celebrata in innumerevoli modi in Cina, a partire dal Mausoleo che ancora contiene il suo corpo a Piazza Tian An Men, di fronte la Città Proibita, passando per le innumerevoli serie televisive girate su di lui e ancora trasmesse sulla tv di stato. Qui le foto e le targhe ripercorrono brevemente le tappe che lo hanno portato da essere nominato delegato al Primo Congresso, alla nomina di Presidente della Repubblica Popolare Cinese e alla morte a Pechino il 9 settembre del 1976.

IL TAVOLO DEL PRIMO CONGRESSO

LA SHANGHAI TOWER

Da qui, dall'ultimo piano di una torre di 126 piani, alta 632 metri, potete verificare se le previsioni di Mao contenute nel suo "sbeffeggiato" Libretto Rosso non erano poi così lontane dalla realtà. In tempi in cui la Cina aveva appena cacciato gli imperialisti stranieri dal suolo cinesi e i traditori fascisti e borghesi del Guomingtang a Taiwan. già aveva in mente che la Cina sarebbe diventato un grande paese nel giro di 60 anni. Adesso salite qui sopra, guardatevi intorno, pensate agli ospedali che chiudono in occidente, le scuole che cadono a pezzi e che chiedono ai vostri figli di pagarsi la carta igienica. Pensate alla Salerno-Reggio Calabria, ai pazienti rifiutati nei "democratissimi" Stati Uniti perché non coperti da assicurazione sanitaria. Da quassù pensate a tutto questo e provate a mettervi sullo stesso piano di un Federico Rampini qualunque dando torto a Mao.

Stefano DAlessandro
Author: Stefano DAlessandroWebsite: www.stefanodalessandro.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me

Sono nato il 26-12-1982 e mi sono laureato in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit nella Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Ateneo Sapienza di Roma. Ho maturato esperienza negli uffici stampa di Associazioni Non Profit (Officina Culturale Arci La Freccia di Aprilia dal febbraio all'agosto del 2009), enti pubblici (ENIT Agenzia Nazionale del Turismo da marzo a ottobre 2010) e nell'agenzia di comunicazione Edi-press. Ho scritto di sport, cronaca e politica locale per il quindicinale il Caffè. Da sempre appassionato di nuove tecnologie e web ho deciso dopo l'esperienza del giornalismo di orientare la mia carriera professionale su questo nuovo fronte per passione e per arricchire le mie competenze professionali in maniera trasversale e poliedrica. Attualmente lavoro come web master/content manager di Avalon Instruments. Realizzo e sviluppo siti web ed effettuo lavori di grafica.


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Condividi sui social

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con i tuoi contatti social

Sostienimi

Ti è piaciuto questo articolo? Ti è stato utile?

Sostienimi con una donazione di 2 €

Toogle Right

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.