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Uno studio del SAIFIP (Servizio di adeguamento tra identità fisica e identità psichica), smentisce il luogo comune secondo cui tutte le transessuali si prostituiscono per vivere. Le associazioni trans sottolineano le tante difficoltà di trovare un'occupazione

Lo stereotipo vuole che tutte le persone transessuali per vivere si prostituiscano. Segue il fenomeno la sezione nuovi diritti CGIL Lazio. Responsabile della sezione è Salvatore Marra, secondo lui in realtà «Sono solo una minoranza i transessuali che per vivere si prostituiscono».

Le conclusioni di Marra arrivano sulla scorta dell'unico studio sul fenomeno prodotto in Italia recentemente (i dati disponibili sono davvero pochi, l'argomento, purtroppo, è ancora tabù), quello effettuato nel 2007 grazie ai dati registrati tra il 1992 ed il 2005 dal SAIFIP (servizio attivo all'interno dell'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma), su un campione di 387 persone che si sono rivolte all'istituto sanitario.
La ricerca sostiene, infatti, che «per quanto riguarda “l’attività di prostituzione”, nel campione del Servizio, risulta che il 24,4% delle MtoF - cioè la persone che transitano dal sesso femminile a quello maschile - ha avuto esperienze di prostituzione. Questo è un dato che si differenzia, in maniera considerevole, da altri dati riportati in letteratura»
La ricerca a cura degli psicoterapeuti L. Chianura, A.R. Ravenna e V. Ruggieri, però non può considerarsi certamente esaustiva. 387 persone registrate nell'arco di 13 anni, non sono un campione sufficiente per estendere le conclusioni su tutta la popolazione transessuale nazionale. Limite riconosciuto dagli stessi ricercatori.
Qualche dubbio, inoltre, lo sollevano le stesse associazioni trans, le cui esperienze vanno in controtendenza rispetto ai dati espressi dal campione. Piuttosto sottolineano quanto sia difficile per un transessuale inserirsi nel mondo del lavoro.
Carmen Bertolazzi di Ora d'aria, dice «È proprio impossibile inserire persone transessuali nel mondo del lavoro, adesso con la crisi economica ed i tagli che abbiamo subito è ancora più difficile. Ultimamente siamo riusciti ad inserire solo una persona con regolare contratto di lavoro. Da una parrucchiera, che è transessuale anche lei. Organizziamo dei colloqui, che vanno anche bene, poi però quando i datori di lavoro guardano i documenti, tutto cade».
Sulla stessa frequenza si posiziona Leila Daianis presidente di Libellula «Io non posso smentire i dati che dà il SAIFIP, perché registra quel che le persone dichiarano. Però trovo che la maggior parte si prostituisce. E lo fa per tanti motivi, per pagarsi gli studi o l'affitto di casa. Sono delle persone più discriminate di altre. Tra le molte che si prostituiscono c'è una larga fascia di straniere, e le straniere logicamente non vengono qui per fare altre cose, vengono per prostituirsi, perché c'è una richiesta di un mercato molto grande, quello dell'ipocrisia, molte persone che vanno con le trans, infatti, vanno di nascosto».
È proprio Leila Daianis presidente dell'Associazione Libellula, infine, che smaschera e smentisce un altro, radicato e falso, luogo comune. «Lo stereotipo è dire che tutte le trans vogliono prostituirsi. Se lo fanno è perché sono costrette. E anche considerando chi lo fa per libera scelta, è chiaro che se avessero altre possibilità lavorative, lascerebbero la prostituzione».

Stefano DAlessandro
Author: Stefano DAlessandroWebsite: www.stefanodalessandro.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me

Sono nato il 26-12-1982 e mi sono laureato in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit nella Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Ateneo Sapienza di Roma. Ho maturato esperienza negli uffici stampa di Associazioni Non Profit (Officina Culturale Arci La Freccia di Aprilia dal febbraio all'agosto del 2009), enti pubblici (ENIT Agenzia Nazionale del Turismo da marzo a ottobre 2010) e nell'agenzia di comunicazione Edi-press. Ho scritto di sport, cronaca e politica locale per il quindicinale il Caffè. Da sempre appassionato di nuove tecnologie e web ho deciso dopo l'esperienza del giornalismo di orientare la mia carriera professionale su questo nuovo fronte per passione e per arricchire le mie competenze professionali in maniera trasversale e poliedrica. Attualmente lavoro come web master/content manager di Avalon Instruments. Realizzo e sviluppo siti web ed effettuo lavori di grafica.


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