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Sono davvero tanti ormai gli amanti dei ristoranti cinesi in Italia e a Roma ma sono pochi quelli che conoscono bene questa cucina.
Infatti non tutti sanno che la maggior parte dei ristoranti cinesi che noi usualmente conosciamo e frequentiamo vengono da una sola regione della Cina, la regione di Canton.
Inoltre questi ristoranti non hanno neanche lasciato intatta la loro cucina. Per venire incontro al gusto dei clienti italiani l'hanno modificata assecondando un gusto ben diverso da quello del popolo cinese.
Non venga però in mente di additarli come traditori delle loro stesse tradizioni. Prima di scagliare un giudizio basti ricordare cosa hanno fatto i ristoranti italiani all'estero: la pizza con l'ananas ... Chi è senza peccato scagli la prima pietra dunque.

 

Questi ristoranti situati in quasi ogni quartiere romano non esprimono, dunque, neanche una minima parte della immensa varietà gastronomica di un Paese che per estensione territoriale è ben più grande di tutta l'Europa messa insieme.
Per conoscere la "vera" cucina cinese -  o meglio - per conoscere un altro tipo di cucina cinese che offra piatti diversi rispetto agli involtini primavera fritti, al riso alla cantonese oppure al pollo fritto bisogna prendere un aereo e volare in Cina?
Certo che no! Con l'aumentare della presenza cinese a Roma aumentano anche coloro che vogliono mangiare le stesse prelibatezze che assaporano a casa. Stanno spuntando quindi interessanti locali che propongono una cucina cinese alternativa rispetto a quella finora conosciuta.

Allora a voi vorrei dare qualche conisglio: vi propongo tre locali a Roma ed i loro tre piatti forte:
Huayi Yuan a San Giovanni, cucina tipica del Sichuan
(Via Veio 33)
 
Qui la specialità è il cibo piccante. Il Sichuan è praticamente la Calabria cinese, ma decisamente più grande.
I piatti che preferisco qui sono il pollo, il manzo ed il maiale piccante.
 
Il pollo è servito tagliato a filetti adagiati a montagnola su un piatto piano, con un leggero strato di olio molto piccante sul fondo. Sopra la "montagnola" spicca una innevata di semi di sesamo e arachidi sbriciolate. In cima una spezia che ricorda il prezzemolo. Non consiglio di addentare, il sapore potrebbe essere eccessivamente forte.
 
Come avrete intuito da questa breve descrizione si tratta di un piatto agrodolce impreziosito dalla forza del piccante. Davvero delizioso.
cinese piccante 2
2015 01 04 io e fiorellino cena sichuan 4
 
 
Tuttavia per chi è in cerca di roba ancora più forte il sapore del pollo, pur corroborato dall'olio piccante potrebbe non esser abbastanza. Beh per voi ci sono manzo e maiale piccante.
La carne è tagliata tipo straccetti ma è immersa in una grande ciotola, delle dimensioni di una nostra insalatiera, ricolma di olio piccante, ricoperta sull'orlo da uno strato spesso un centimetro di piccoli ma terribili peperoncini.
Del condimento fanno parte anche germogli di soia e cipollina a fette.
 
Si prendono i pezzi di carne con le bacchette o con il mestolino, si adagiano su una ciotola di risp in bianco che si condisce nel corso dei ripetuti adagiamenti ed il risultato è S U B L I M E.
 
Qui, come in ogni ristorante che vi segnalo, si mangia in maniera collettiva, da comunisti: piatto al centro e piattino singolo per ognuno. Con le bacchette si prende quel che si vuole in totale condivisione Se avete la puzza sotto il naso evitate questi ristorante ed evitate anche me perché non mi state simpatici.
 
Qui non importa quel che chiedete, tanto sono 20 euro a testa, ordinate tanto o poco. Almeno io ho mangiato cose diverse e sempre questo ho pagato.
 
HANG ZHOU zona Piazza Vittorio
(via Principe Eugenio 82)
 
Se il piccante non fa per voi oppure avete problemi di emorroidi avrete già saltato il primo locale. Capisco. Mi spiace. Ma la cucina cinese ha piatti per tutti anche per voi.
 
Hang Zhou è un localino molto carino in zona Piazza Vittorio, a vederlo da fuori con occhi occidentali o "italioti" non sembra affatto un ristorante, entrandoci dentro poi, sembrerebbe addirittura un bar. Ma se ci si capitasse verso l'ora di pranzo o di cena scoprireste con grande sorpresa che è un vero e proprio risorante con mega schermo perennemente sintonizzata su CCTV la tv di stato cinese.
 
Allora sedetevi e mettetevi comodi, questo è tra quelli che vi segnalo il ristorante più economico. Con 10 euro a persona si mangia alla grande.
 
Qui le specialità sono due: il pollo kung pao, cioè alle mandorle e il ramen.
Il pollo alle mandorle è una specialità agrodolce servito stavolta non tagliato a filetti ma a pezzettini tipo spezzatino servito con salsa cremosa agrodolce. Davvero prelibato.
 
Arriviamo al Ramen, lo conoscete di sicuro, magari non conoscete il nome ma lo avrete visto miliardi di volte nei cartoni animati giapponesi, sto parlando degli spaghetti in brodo. L'italiota ha già storto la bocca "spaghetti in brodo che schifezza". Non mi pongo il problema, l'italiota avrà smesso di leggere questo articolo al primo paragrafo. Se così fosse credo di aver scritto davvero bene.
Gli spaghetti sono realizzati con farina di grano tenero sono dunque più morbidi ed assorbono meglio il brodo. Nel brodo, a seconda di che tipo di Ramen ordinate, potete trovare diversi condimenti. Il mio preferito è con carne di manzo e verdura. Eccellente.
ramen hang zhou1
 
 
 
Marmitta Mongola a Tor Pignattara
(Via Bordoni 22)
 
Ma se siete in cerca di un'avventura esotica più di una cena è quio che dovete venire. A Tor Pignattara. Questo locale è magico. Dico solo una cosa: sta in un vicolo stretto e buio a pochi passi da una caserma dei carabinieri, a metà strada esatta tra due sezioni poliche: Forza Italia da una parte, Rifondazione Comunista dall'altra.
Ho detto tutto. Se entrate dentro pregate di farvi portare un menù italiano, non so se ce l'hanno. Io ho il privilegio di avere una traduttrice gratis tutta per me.
La magia si accenderà appena seduti. Ogni tavolo qui ha un buco, al centro del quale si trova un fornello, sul quale bolle perennemente una ciotola d'acqua d'acciaio. Intorno al buco vi porteranno ogni ben di Dio, dagli spaghetti di soia alle uova di quaglia, dal carpaccio di non so cosa alle lingue di anatra (beh si qualcosa di strano alla fine lo avete trovato, soddisfatti?).
Non vi chiedete cosa sia, prendete e buttate in pentola, lasciatelo cuocere alcuni minuti e poi tiratelo fuori con le bacchette se ne siete capaci, altrimenti fate con il mestolino.
marmitta mongola
lingue anatra
Ordinate birra Tsing Tao, se volete fare i fighi diteglielo in cinese, apprezzeranno. Birra in cinese si pronuncia così, ve lo scrivo in maccheronese "Pi Giou" con la "P" aspirata tipo calabrese.

 

Stefano DAlessandro
Author: Stefano DAlessandroWebsite: www.stefanodalessandro.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me

Sono nato il 26-12-1982 e mi sono laureato in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit nella Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Ateneo Sapienza di Roma. Ho maturato esperienza negli uffici stampa di Associazioni Non Profit (Officina Culturale Arci La Freccia di Aprilia dal febbraio all'agosto del 2009), enti pubblici (ENIT Agenzia Nazionale del Turismo da marzo a ottobre 2010) e nell'agenzia di comunicazione Edi-press. Ho scritto di sport, cronaca e politica locale per il quindicinale il Caffè. Da sempre appassionato di nuove tecnologie e web ho deciso dopo l'esperienza del giornalismo di orientare la mia carriera professionale su questo nuovo fronte per passione e per arricchire le mie competenze professionali in maniera trasversale e poliedrica. Attualmente lavoro come web master/content manager di Avalon Instruments. Realizzo e sviluppo siti web ed effettuo lavori di grafica.


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