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Consigli su come attaccare il capitalismo senza farsi fregare dal capitalismo. Parlavo con un amico dopo gli scontri e le devastazioni a Milano in occasione della protesta contro l'Expo. Mi ha detto che ha sentito non so dove questa massima "Cercare di buttare giù il capitalismo spaccando vetrine è come cercare di buttare giù il Vaticano bestemmiando".
Dopo una sonora risata mi sono trovato perfettamente in sintonia con questa massima. Immediatamente dopo un flash mi ha folgorato. Subito in mente ho avuto due file video contrapposti. Mattia Sangermano da una parte, Josephine Witt dall'altra.
La distanza tra i due non potrebbe essere più abissale eppure l'associazione involontaria nella mente di alcuni è lampata immediatamente ...
Chi sono i due?
Mattia Sangermano è il ragazzo intervistato durante le devastazioni della manifestazione contro l'Expo di Milano che in gergo giovanile ha esposto le sue idee sconclusionate antisistema: "Banche emblema delle ingiustizie" "politici corrotti" queste in sinstesi le sue idee.

Josephin Witt, invece, è la ragazza balzata sul tavolo di Mario Draghi durante la conferenza stampa dell'Eurotower in cui il presidente della BCE ha spiegato il Quantitave Easing ai giornalisti europei, lanciandogli contro coriandoli e urlando a ripetizione "End here the dictatorship". Tradotto: "Finiamo qui questa dittatura".
In estrema sintesi si può dire che entrambe hanno manifestato contro il "sistema". Di certo Josephin Witt ha un'idea più chiara di cosa sia il sistema e di come affrontarlo rispetto a Mattia Sangermano.
La ragazza, infatti, ha beccato il bersaglio preciso, il presidente della BCE, primo esponente di un'organismo in grado di influenzare in maniera decisia le scelte di governi democraticamente eletti. Primo esponente dell'organo principe del capitalismo finanziario.
Mattia si è trovato in una manifestazione perché invitato da un amico, ha visto gruppi di persone compiere atti di vandalismo e li ha imitati. Non credo lo abbia fatto come un automa. Di certo il senso di frustrazione per una vita senza futuro quale ogni giovane italiano vive in questo momento, la scuola affrontata malvolentieri ("purtroppo sono ancora studente" ha detto), le ovvie bocciature (quando fai una cosa perché costretto difficilmente ti riesce bene), la vita bigotta di provincia, i media che ogni giorno denunciano l'ennesimo politico corrotto, il governo che punta a testa bassa contro i lavoratori e se ne frega delle proteste dei sindacati. Insomma una frustrazione percepita, vissuta senza la capacità di elaborarla e comprenderne le reali cause e la risposta disarticolata. Mattia è di certo un personaggio grunge.
La responsabilità non è tanto la sua quanto degli organizzatori della manifestazione. Dopo 40 anni abbiamo forse capito che la guerriglia urbana contro il capitalismo non funziona. Neanche le elezioni democratiche hanno cambiato il sistema in Europa, questo è sicuro. Ma la guerriglia urbana non ha di certo giovato. Anzi! L'avvento delle brigate rosse ha frenato la scalata del PCI al potere. E, infatti, ormai è assodato che il potere democristiano si servì proprio delle BR per manterlo ed impedire dunque al PCI di governare.
Ma non vorrei dilungarmi in questa questione storica che altri meglio di me hanno approfondito.
Il punto dell'articolo è questo.
Data la situazione attuale in Italia e in Europa quali strumenti ed espedienti comunicativi hanno a disposizione quelle organizzazioni, quelle persone, magari anche partiti, che ritengono il capitalismo la radice delle ingiustizie umane e vorrebbero superarlo?
Un punto fermo dopo almeno 40 anni di lotte e manifestazioni anticapitaliste in occidente lo dovremmo aver capito (anche se così non è a quanto sembra).
Spaccare vetrine non funziona. Il motivo è semplice ed anche il più dilettante dei marxisti (magari anche comunicatori) lo sa: come ogni mezzo di produzione, anche i mezzi di produzione della conoscenza, cioè i media, appartengono ai capitalisti, che li utilizzano per formare la realtà in base ai propri interessi di classe.
Quindi se spacchi una vetrina di una banca perché credi siano loro i responsabili della povertà che vivi ogni giorno e speri di diffondere questa tua idea, ne otterrai l'effetto opposto. Arriveranno i giornalisti pagati da editori capitalisti che diranno l'esatto opposto di quel che intendi manifestare.
Diciamo che tu sei riuscito ad imporre nell'agenda setting dei media la tua argomentazione ma il significato del messaggio viene distorto appena entra nel canale, perché il canale non lo gestisci tu. La distorsione avviene principalmente attraverso il processo di framing. Non mi metto qui a spiegare cos'è, vi rimando al link di questo libro "Cornici di realtà" che approfondisce l'argomento in maniera dettagliata e scientifica. In sinstesi spiega secondo quali pratiche i media riescono a deformare la realtà, a volte invertendone addirittura il senso.
Se la premessa è questa dobbiamo quindi subire e vivere in silenzio la vita che siamo condannati a vivere? Siamo nati per subire?
Se si scarta l'ipotesi della sfascio delle vetrine e del vandalismo, una sorta di microterrorismo, se si scarta l'ipotesi della rivolta armata in stile Mao Tse Tung o Fidel Castro (impraticabile in occidente finchè gli Stati Uniti manterranno la loro egemonia), saremmo tentati di pensare che sì, siamo nati e condannati per subire.
Ma qui entra in scena la bella Josephine Witt.

È vero i media appartengono ai capitalisti. È vero loro producono le idee che entrano nelle nostre teste. Ma questo è un sistema perfetto? Non si può trovare uno spiraglio? Creare una breccia in questo sistema senza finire arrestati o danneggiare la lotta che vogliamo portare avanti?
Josephine Witt con un piccolo grande atto ci ha dato una risposta.
"Josephine era riuscita ad avere l'accesso a quella sala, fingendo di essere una giornalista, fattore che ha prontamente innescato una serie di polemiche sulle misure di sicurezza adottate da uno degli istituti più importanti dell'Europa e del mondo. Witt stessa ha riferito al Telegraph di aver fatto finta di lavorare per Vice Media, sapendo che l'azienda è solita assumere molti giovani reporter" recita il giornale on line "Wall Strret Italia"

Non ha dovuto sfasciare niente per sostenere le sue rivendicazioni anticapitaliste. È bastata una piccola bugia bianca per fregare la sicurezza della ECB, un po' di coraggio e un mucchietto di coriandoli.

Il suo balzo sul tavolo di Mario Draghi non ha avuto per lei (salvo una detenzione di un paio di ore nella stazione di polizia) e per la lotta anticapitalista nessuna controindicazione.
 
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Il giorno dopo nessun giornale l'ha chiamata terrorista, nessun giornale la chiamata anarco-insurrezionalista. Anche i giornali borghesi hanno pubblicato il suo manifesto che andava in direzione totalmente opposta agli interessi di classe di tutti i principali editori.
 
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Questo non significa che viviamo in una democrazia dove la libertà di stampa è riconosciuta (cioè sulla carta sì, nei fatti no) ma che è possibile trovare degli spiragli di movimento all'interno di un sistema politico ed economico profondamente ingiusto e che vecchi metodi di lotta, pratice comunicative ormai logore ed inefficaci, vanno abbandonate per il bene degli individui e le collettività che hanno a cuore un mondo più giusto. Un mondo dove l'1% della popolazione mondiale non possa più decidere di continuare a vivere nella ricchezza più sfrenata condannando il restante 99% alla povertà, alla sofferenza, al finto benessere.
Così nonostante la proprietà e gli interessi dei giornali siano pressochè gli stessi delle manifestazioni noexpo ci si ricorda degli atti vandalici e dell'inconsistenza delle rivendicazioni dei manifestanti (i media sono stati abili nell'andare a prendere il più scemo e impreparato) del balzo della Witt ci ricordiamo che ha dato del dittatore a Draghi, del suo bel tanga, del fatto che lei è anche abbastanza carina, ma soprattutto che è riuscita a dire sui giornali più importanti d'Europa che l'Europa della BCE è una dittatura senza essere presa per scema.
Stefano DAlessandro
Author: Stefano DAlessandroWebsite: www.stefanodalessandro.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me

Sono nato il 26-12-1982 e mi sono laureato in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit nella Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Ateneo Sapienza di Roma. Ho maturato esperienza negli uffici stampa di Associazioni Non Profit (Officina Culturale Arci La Freccia di Aprilia dal febbraio all'agosto del 2009), enti pubblici (ENIT Agenzia Nazionale del Turismo da marzo a ottobre 2010) e nell'agenzia di comunicazione Edi-press. Ho scritto di sport, cronaca e politica locale per il quindicinale il Caffè. Da sempre appassionato di nuove tecnologie e web ho deciso dopo l'esperienza del giornalismo di orientare la mia carriera professionale su questo nuovo fronte per passione e per arricchire le mie competenze professionali in maniera trasversale e poliedrica. Attualmente lavoro come web master/content manager di Avalon Instruments. Realizzo e sviluppo siti web ed effettuo lavori di grafica.


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