La giornata è iniziata così: apro gli occhi e mi trovo il caffè fatto dalla mia bellissima fidanzatina: "amore andiamo al roseto pomeriggio?" propongo romanticamente "no! Voglio andare a vedere il cimitero!" risponde lei. Un amico mi ha suggerito via facebook che somigliava molto a quel romanticismo tutto particolare di Mercoledì Adams, la stramba figlia di Gomez e Mortisia.

Si apprendono molte cose da relazioni tra due persone i culture così diverse, anche altre forme di romanticismo. Il destino ha voluto che nello stesso giorno il comune i Roma organizzava visite guidate tematiche. Il tema di questa domenica era: "Novecento: le passioni di uomini e donne del secolo breve". Un viaggio tra alcuni personaggi storici seppelliti al Verano che hanno scritto, nel bene e nel male, pagine cruciali del Novecento italiano.

tomba leone ginzburgUn tour davvero interessante e gratuito. Queste sono state le tombe visitate.

  • Bruno Buozzi
  • Ines Donati
  • Errico Malatesta
  • Giovanni Amendola
  • Clara Petacci
  • Leone GinzburgStele in memoria degli ebrei romani vittime delle deportazioni naziste

Prima tappa del tour è stata la tomba di Bruno Buozzi.

Chi era Bruno Buozzi? Un sindacalista ucciso dal nazifascismo. La sua figura è una delle tante prove della totale rimozione della storia italiana dalle menti degli italiani. Cosa sanno oggi le persone del fascismo? Cosa sanno i ragazzi, gli studenti, i lavoratori, i disoccupati del fascismo? Sanno che ha fatto strage di ebrei, che gli orari arrivavano in orario e, soprattutto, che ha fatto pulizia di zingari.

Con i giornali che un giorno si e l'altro pure titolano le loro pagine "emergenza rom" "sgombero rom di qua" "Salvini in visita in campo rom" e compagnia bella, il fatto che si ricordino solo certe cose diventa un vantaggio non da poco per il mai morto fascismo latente italico.

Che poi ogni giorno giornali e giornalisti si dichiarino legalitari, fascisti, rispettosi della costituzione non conta niente. Quei titoli associati a quel poco di storia che si studia a scuola (quando si studia) produce quell'effetto lì.

Comunque il fatto sta che Bruno Buozzi è uno di quegli eroi italiani ingiustificatamente dimenticati. Inizia a lavorare come operaio meccanico dopo essersi trasferito a Milano ai primi del Novecento, entra subito a far parte della FIOM, nel 1911 ne diventa il segretario nazionale. Con lui alla guida del sindacato metalmeccanico gli operai ottengono la riduzione dell'orario di lavoro settimanale.

Mussolini ed il fascismo cercano di comprarlo come fecero con Gramsci e tutti i più pericolosi oppositori del regime, pericolosi non perché delinquenti, ovviamente, pericolosi perché amati da molti lavoratori. Come Gramsci, anche lui non abiura agli ideali della difesa dei lavoratori. Perseguitato si trasferisci in Francia dove continua la sua lotta. Nel 1942 viene catturato dal governo collaborazionista francese e consegnato all'Italia. Liberato dopo il 25 luglio 1943 viene catturato dai nazisti il 3 giugno del 1944 mentre gli alleati entrano per liberare Roma. Viene ucciso dai nazisti in località la Storta proprio mentre Roma viene Liberata.

Di tutto il tour Buozzi è il personaggio che mi ha colpito di più insieme a Leone Ginzburg. Poi dirò perché.

Chi era Leone Ginzburg? Un romano di origine ebraica, uno che a 12 anni scrive una lettera ad un giornalista del Corriere della Sera perché in un articolo di critica letteraria su Dante sbaglia dei passaggi. Gli scrive per correggerlo e ci becca pure.

Ecco un'altra vittima del fascismo.

E allora mi chiedo una cosa. Perché del fascismo ci ricordiamo solo che ha fatto fuori ebrei e zingari? Con quello che succede oggi nel mondo, o meglio, con quello che alcuni grandi media ci fanno sapere che succede, se si fa un semplice sillogismo saremmo addirittura portati a credere che in fin fine Mussolini non avesse tutti i suoi torti.

Mi sembra che ultimamente nessuno ricordi una cosa molto più semplice e terribile. Una cosa che anche gli uomini ed i partiti di sinistra hanno smesso di dire.

Il fascismo ha ucciso prima di tutto due categorie di persone: i difensori dei lavoratori e le persone intelligenti.

Questo mi ha colpito del tour. Per il resto dei personaggi incontrati nelle rispettive tombe potete andare a visitare questo link che rimanda al sito dei Musei Capitolini, nella sezione dedicata al Verano vengono rportate in breve le rispettive biografie. Non sono certo io che devo scriverle, visto che autorevoli libri di storia (purtroppo dimenticati e sconosciuti) lo hanno fatto prima di me.

Qui mi sono limitato a riportare una mia breve impressione dell'interessante tour cui ho preso parte.


Stefano DAlessandro
Author: Stefano DAlessandroWebsite: www.stefanodalessandro.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me

Sono nato il 26-12-1982 e mi sono laureato in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit nella Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Ateneo Sapienza di Roma. Ho maturato esperienza negli uffici stampa di Associazioni Non Profit (Officina Culturale Arci La Freccia di Aprilia dal febbraio all'agosto del 2009), enti pubblici (ENIT Agenzia Nazionale del Turismo da marzo a ottobre 2010) e nell'agenzia di comunicazione Edi-press. Ho scritto di sport, cronaca e politica locale per il quindicinale il Caffè. Da sempre appassionato di nuove tecnologie e web ho deciso dopo l'esperienza del giornalismo di orientare la mia carriera professionale su questo nuovo fronte per passione e per arricchire le mie competenze professionali in maniera trasversale e poliedrica. Attualmente lavoro come web master/content manager di Avalon Instruments. Realizzo e sviluppo siti web ed effettuo lavori di grafica.


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