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In questo blog racconto quel che mi succede tutti i giorni cercando di compiere la difficile impresa di riuscire a collegare le mie piccole vicende quotidiane ai più ampi processi politici, economici e sociali. Che ci piaccia o no, che  lo vogliamo ammettere o no la vita di ognuno è profondamente intrecciata a quel che ci passa sopra la testa. Questo blog si ispira ad un libro: Mitocrazia. Storytelling e immaginario di sinistra. Ho capito da questo libro che è necessario imparare a raccontare storie. Non per stravolgere la realtà, bensì per difenderla dalle distorsioni degli altri. Questo blog è dedicato a tre persone ideali: l'italiano medio di Maccio Capatonda, il politico di sinistra rompicoglioni, il traditore degli ideali di sinistra.

 

L'italiano medio

Il modo di narrare le mie vicende è frutto del mio modo di essere e vedere la vita, i miei ideali, valori.  È conseguenza soprattutto del tragico tentativo di discutere con le persone di cose diverse rispetto a calcio e musica.

https://www.youtube.com/watch?v=-JQINuybHL4

Devo confessare che per me diventa sempre più difficile non solo trovare una persona che condivida più o meno le mie stesse idee; Diventa sempre più difficile concludere un discorso di senso compiuto.  L'esperienza personale diretta ha confermato molte teorie incontrate nel mio percorso di studi sulla comunicazione. Strada per strada, casa per casa non funziona più di per sé. Se cerco di discutere di come le politiche neoliberiste stanno condannando l'Europa e l'occidente alla fame ottengo due risposte dall'interlocutore:

    1. È colpa di Prodi
    2. È colpa degli zingari

https://www.youtube.com/watch?v=xAIwfNe318E


Se la premessa è questa che senso ha fare volantinaggio al mercato? Suonare ai campanelli di tutta la città come i testimoni di Geova?
E poi la questione è anche personale. Odio discutere con chi urla e non rispetta i turni di parola, odio discutere con chi alza la voce e non ascolta. In poche  parole odio il 90% degli italiani.

Così ho deciso di scrivere qui quel che penso. Se volete leggete qui non mi ammorbate più con i vostri luoghi comuni, non mi parlate sopra a voce alta e con le vene del collo gonfie come pneumatici nuovi. Soprattutto non sentenziate col dito indice alzato da maestrino saputello che i miei ideali sono morti. Hai votato Berlusconi fino a ieri, poi ti sei innamorato di Grillo, ora voti Renzi. Se l'Italia è una merda non è colpa delle mie idee, è anche colpa un po' tua mio caro. Hai votato per politici corrotti perché speravi in qualche vantaggio. Non sei andato a votare perché pensavi che non servisse a niente lasciando campo libero ai corrotti. Che vuoi da me? Io mi sono impegnato nel mio piccolo e non mai rubato. Una paio di volte ho pure sbagliato a votare, d'accordo lo ammetto. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Anche tu puoi ammettere di essere umano e aver sbagliato una volta nella vita, ammetterlo sarebbe salutare a te, la tua coscienza e  un po' tutta l'Italia direi.

Visto che l'italiano oggi è questo ho smesso di parlare di politica con molte persone, anzi, diciamo quasi tutte. Tuttavia non riuscendo a contenere il desiderio di confrontarmi scrivo qui. Almeno non mi arrivano minacce di morte, la mia voce non viene sovrastata da urla sconsiderate di arroganti a cui parte la giugulare appena cito un data storica corretta. Più siete ignoranti e più alzate la voce. A me alzare la voce non piace, rodermi il fegato inutili nenache. Se vi va leggete altrimenti alzate i tacchi e via. Se volete discutere in maniera pacifica mandatemi una mail. Sarò sempre disposto a confronti argomentati, anche se divergenti.

Questo blog è anche per te italiano medio. Leggi e rifletti ogni tanto. So che ce la puoi fare.

Il traditore degli ideali di sinistra

Se l'italiano medio è quello di Maccio Capatonda non è rinnegando i propri ideali che lo si recupera. Non è scimmiottare Renzi che salverà l'Italia. Non è esponendo la bandiera Rossa facendo le cose di destra che si salverà l'Italia. Per te non ho parole. Ho detto che questo blog è dedicato anche a te ma ho mentito. Se hai ancora una coscienza, se inizi le tue frasi con "mio nonno era partigiano ma" e concludi con "ora abbiamo la possibilità di governare" gira i tacchi e vattene. Nessuno nella mia famiglia è di sinistra ma io una legge contro i lavoratori come il Jobs act non l'avrei mai sostenuta e neanche tuo nonno se è per questo.

Il politico di sinistra saputello e rompicoglioni

Lo so compagno. Fa tutto schifo, l'Italia è una merda, l'italiano è un uomo meschino, brutto e ignorante. Purtroppo i nostri ideali gli hanno concesso il diritto di voto. Che ci vuoi fare? Vogliamo cancellare tale diritto? Se la risposta è sì possiamo farci la tessera del PD e di Forza Italia. Se la risposta è no dobbiamo farci capire da questo essere viscido, corrotto e gretto.
Tu sei la mia condanna ma tu sei il mio unico compagno. Bisogna toglierci un po' di pesantezza, bisogna farci capire, bisogna essere credibili senza tradire i  nostri ideali. Denunciare i soprusi non basta. Utilizzare paroloni difficili e altisonanti nemmeno.
Dobbiamo essere in grado di far capire alle persone quanto sarebbe più bella, giusta e felice la società che abbiamo in mente. Dobbiamo far capire che i mezzi per realizzarla ci sono (basti guardare quanto cresce la ricchezza nelle mani di pochi avidi capitalisti e quanto diminuisce quella dei lavoratori e disoccupati).

Più che il mio articolo a te ho un consiglio da darti. Guardati NO! I giorni dell'arcobaleno.

https://www.youtube.com/watch?v=rcbSuhXyj6k

Se stai pensando, allora, di prendere un manifesto di Radchenko e cambiargli i colori, oppure prendere un ritratto di Gramsci e farlo in stile Wharol, tipo il ritratto di Mao te lo dico subito: sei fuori strada. I cadaveri non si riesumano e non si incipriano. Sarebbero ridicoli come la pirandelliana vecchia imbellettata. I giganti servono per salire sulle loro spalle e guardare il futuro, non per aggrapparsi al passato.

Inoltre vi rendo noto che ormai inizia ad essere chiaro a chi si interessa di comunicazione che una raffica di comunicati stampa è necessario ma non sufficiente.
Se vogliamo che le nostre idee siano abbracciate dalle persone dovremmo imparare a raccontare delle storie dove le idee siano sullo sfondo ma in primo piano ci siamo noi precari, disoccupati, lavoratori salariati, poveracci.

Questa è la nuova sfida. È qui che provo a lanciarla.

Stefano DAlessandro
Author: Stefano DAlessandroWebsite: www.stefanodalessandro.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Alcune informazioni su di me

Sono nato il 26-12-1982 e mi sono laureato in Comunicazione e pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit nella Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione dell'Ateneo Sapienza di Roma. Ho maturato esperienza negli uffici stampa di Associazioni Non Profit (Officina Culturale Arci La Freccia di Aprilia dal febbraio all'agosto del 2009), enti pubblici (ENIT Agenzia Nazionale del Turismo da marzo a ottobre 2010) e nell'agenzia di comunicazione Edi-press. Ho scritto di sport, cronaca e politica locale per il quindicinale il Caffè. Da sempre appassionato di nuove tecnologie e web ho deciso dopo l'esperienza del giornalismo di orientare la mia carriera professionale su questo nuovo fronte per passione e per arricchire le mie competenze professionali in maniera trasversale e poliedrica. Attualmente lavoro come web master/content manager di Avalon Instruments. Realizzo e sviluppo siti web ed effettuo lavori di grafica.


Commenti   

0 #1 vitall.it 2015-08-09 14:06
Fatto come l’avrei scritto io, almeno questa è la mia impressione
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