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Il blog di Stefano D'Alessandro

Qui scrivo in ordine sparso di quel che mi passa per la mente, quel che faccio, quel che mi succede. Da riflessioni sull’attualità politica e sociale, al commento di eventi vissuti in prima persona fino alle impressioni e immagini su alcuni miei viaggi.

 

Maccio Capatonda

In questo blog racconto quel che mi succede tutti i giorni cercando di compiere la difficile impresa di riuscire a collegare le mie piccole vicende quotidiane ai più ampi processi politici, economici e sociali. Che ci piaccia o no, che  lo vogliamo ammettere o no la vita di ognuno è profondamente intrecciata a quel che ci passa sopra la testa. Questo blog si ispira ad un libro: Mitocrazia. Storytelling e immaginario di sinistra. Ho capito da questo libro che è necessario imparare a raccontare storie. Non per stravolgere la realtà, bensì per difenderla dalle distorsioni degli altri. Questo blog è dedicato a tre persone ideali: l'italiano medio di Maccio Capatonda, il politico di sinistra rompicoglioni, il traditore degli ideali di sinistra.

Sabato 25 aprile mi sono alzato presto. Cioè presto per essere sabato secondo i miei parametri. Le 7:30 di sabato per me è come fosse l'alba. Ma il pensiero di Borghezio e company già in pullman verso Campoverde mi ha buttato giù dal letto peggio di una secchiata d'acqua.
Tonino, compagno della sezione di Campoleone passa a prendermi per andare insieme con Domenico al presidio organizzato dall'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) di Aprilia.

Sabato 4 aprile sono tornato a vedere una partita allo stadio dopo più di un anno. Fino a pochi anni fa sono stato un tifoso (milanista) incallito. Negli ultimi tempi però ho iniziato a perdere quasi del tutto ogni appetito calcistico per diversi motivi che non sto qui a dire (ci tornerò su in un prossimo articolo o forse in un piccolo saggio).
Confesso che non avevo molta voglia di andare ma la mia ragazza sì e siccome il mio più grande desiderio è soddisfare tutti i suoi, ho comprato con grande entusiasmo due biglietti per Roma-Napoli.
Dagli spalti dei distinti est ho assistito a due spettacoli, uno gradevole (la partita), uno rivoltante (quel che avveniva sugli spalti).
La partita è stata abbastanza divertente, la Roma ha giocato abbastanza bene sprecando un po' troppe occasioni. Ma non vorrei parlare neanche di questo. Quel che mi ha continuato a girare nello stomaco dopo la partita e nei giorni a venire fino ad oggi è stato l'altro disgustoso spettacolo, quello degli spalti.
Non ho nessuna antipatia verso la tifoseria della Roma, anzi. Il mio è un giudizio che chiama in causa tutte le tifoserie da quelle di serie A fino a quelle dei club dilettantistici in cui ho militato fino ai 20 anni. Il mio è un giudizio di un trentaduenne stufo di vedere certi atteggiamenti dentro e fuori gli stadi.

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