Attivismo

Ho svolto attività sociale prevalentemente in due organizzazioni: nel comitato di quartiere di Campoleone e nel Pecoraduno.
In basso la storia del Pecoraduno scritta da me e il ruolo prevalente che ho svolto all'interno dell'organizzazione: quello di comunicatore.

Dietro ogni Campagna Pubblicitaria finalizzata alla promozione degli eventi organizzati c'è sempre stata una precisa idea di ciò che si voleva diffondere.
Inizialmente tutto è stato concentrato nel manifesto poi, col passare degli anni, si sono introdotti altri supporti, altri materiali di comunicazione come locandine, brochure, volantini fino all'utilizzo dei social media.

Tutte queste forme, ogni anno, sono state coordinate da un'idea organizzatrice coerente con la mission di fondo dell'Associazione, vale a dire diffondere la cultura agricola pastorale tanto nei suoi risvolti artistici che enogastronomici insieme alle emergenti culture giovanili.

Qui sono pubblicati i video che ho girato (eccezion fatta per quelli del 2008 le cui riprese sono state effettuate da un altro socio dell'Associazioe) e montato per il Pecoraduno.

Questi video rendono in maniera plastica l'idea di cosa è stato il Pecoraduno. La spontaneità del primo evento, puro e grezzo, allegro e semplice. Fino alla costante crescita, anno dopo anno di organizzazione, partecipazione di pubblico e importanza nei contenuti. Dai concerti sempre più partecipati, agli artisti che hanno proposto sempre meno cover e sempre più contenuti originali, fino alle mostre organizzate dall'impagabile Comunità Giovanile Zampanò di Lanuvio.

A Campoleone, una piccola frazione di tremila abitanti amministrata da due Comuni, Aprilia (LT) e Lanuvio (RM) un gruppo di amici ha fondato nel 2009 l'Associazione Pecoraduno.
Tutto nacque dopo una vacanza in terra sarda. Quelli che sarebbero stati i fondatori dell'Associazione tornati entusiasti ed affascinati da un breve ma intenso soggiorno a Bitti, rimasero folgorati dalle tradizioni culinarie, dai sapori, dall'accoglienza e la voglia di socialità dei bittesi. Così al rientro "in continente" dissero immediatamente "facciamo una cena in stile sardo!".

Si voleva riproporre la forte socialità caratteristica di molti luoghi della Sardegna e gustare ancora l’intenso sapore della carne di pecora cotta alla brace o cucinata “al callaro” oppure il tipico maialino fatto alla spada.

Alla cena parteciparono 50 persone, l'anno successivo si replicò e le persone divennero 150.

fiore carla laura stefano pecora pecoraduno 2013

Dopo queste due cene tutto il piccolo paese parlava di loro, da lì ad organizzare un grande evento il passo è stato breve.

L'entusiasmo fu tale che subito contagiò gli altri coetanei e abitanti del posto e di tutte le zone limitrofe.

Tutto ciò, è bene dirlo, non veniva dal nulla. Campoleone aveva da tempo un legame con la cittadina sarda di Bitti (NU). Da lì partirono, intorno agli anni ’60, molti pastori che hanno creato, nella frazione laziale, un comunità sarda che non ha mai perso il contatto con le proprie radici, con le proprie usanze e tradizioni. Ed è stata proprio questa comunità che ci ha trasferito il know how, cioè il saper fare, necessario a riproporre quei sapori.

Causa lavoro e attività politica ho rallentato un po' la salutare pratica di attivista sociale. Gran parte della quale spesa all'interno dell'Associazione Pecoraduno, di cui sono stato tra i soci fondatori.

All'interno dell'Associazione mi sono occupato principalmente di Comunicazione applicando sul campo teorie e tecniche della comunicazione sociale apprese nel mio percorso di studi.

Nell'ambito della comunicazione ho curato:

  • Social Network (Facebook, You Tube)
  • Relazioni media (ufficio stampa, comunicati stampa)
  • Campagne pubblicitarie


Questo sia dal punto di vista teorico che realizzativo. L'associazione essendo carente di attivisti in grado di ricoprire continuativamente quei ruoli, non avendo risorse economiche da investire su tali professionalità, ho ritenuto utile apprendere da autodidatta ciò che neanche l'università mi aveva insegnato.

Così imparai ad utilizzare: i programmi di computer grafica (Photoshop, Illustrator, InDesign) per realizzare manifesti, locandine e brochure. In questo ho ricevuto prezioso aiuto da alcuni attivisti che hanno prestato un aiuto saltuario e dai tipografi con cui ci relazionavamo. Sono sempre stato molto avido nell'apprendere cose nuove.

Programmi di montaggio video (Premiere) visto che già sapevo come effettuare riprese video grazie a quanto studiato alle superiori, e quanto effettuato nella mia breve ma intensa esperienza in una tv locale.

Studio l'azione prima di iniziare le riprese del laboratorio di produzione del formaggio
Misi la mia esperienza da giornalista e addetto stampa al servizio dell'associazione creando un database di contatti media, scrivendo comunicati stampa, intrattenendo relazioni coi giornalisti.

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