Sviluppo

Risolvo

Creo

Blog

Il blog di Stefano D'Alessandro

Qui scrivo in ordine sparso di quel che mi passa per la mente, quel che faccio, quel che mi succede. Da riflessioni sull’attualità politica e sociale, al commento di eventi vissuti in prima persona fino alle impressioni e immagini su alcuni miei viaggi.

 

Sabato 4 aprile sono tornato a vedere una partita allo stadio dopo più di un anno. Fino a pochi anni fa sono stato un tifoso (milanista) incallito. Negli ultimi tempi però ho iniziato a perdere quasi del tutto ogni appetito calcistico per diversi motivi che non sto qui a dire (ci tornerò su in un prossimo articolo o forse in un piccolo saggio).
Confesso che non avevo molta voglia di andare ma la mia ragazza sì e siccome il mio più grande desiderio è soddisfare tutti i suoi, ho comprato con grande entusiasmo due biglietti per Roma-Napoli.
Dagli spalti dei distinti est ho assistito a due spettacoli, uno gradevole (la partita), uno rivoltante (quel che avveniva sugli spalti).
La partita è stata abbastanza divertente, la Roma ha giocato abbastanza bene sprecando un po' troppe occasioni. Ma non vorrei parlare neanche di questo. Quel che mi ha continuato a girare nello stomaco dopo la partita e nei giorni a venire fino ad oggi è stato l'altro disgustoso spettacolo, quello degli spalti.
Non ho nessuna antipatia verso la tifoseria della Roma, anzi. Il mio è un giudizio che chiama in causa tutte le tifoserie da quelle di serie A fino a quelle dei club dilettantistici in cui ho militato fino ai 20 anni. Il mio è un giudizio di un trentaduenne stufo di vedere certi atteggiamenti dentro e fuori gli stadi.

Condividi sui social

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo con i tuoi contatti social

Sostienimi

Ti è piaciuto questo articolo? Ti è stato utile?

Sostienimi con una donazione di 2 €

Toogle Right

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.